Proseguo con il resoconto inziato ieri sulla visita veterinaria effettuata su un gatto per appurarne la frattura alla zampa posteriore sinistra e rendermi conto dell’impossibilità di ridurla a causa del poco spazio prima e dopo la linea di frattura.

Il giorno dopo la visita, come d’accordo, la proprietaria del gatto è tornata in ambulatorio per verificare l’esito delle lastre.
Le ho spiegato allora la situazione e le ho accennato le possibili opzioni terapeutiche: fissatore esterno oppure placca con viti, illustrando relativi vantaggi e svantaggi. Solo per ultimo ho accennato alla possibilità di dover amputare l’arto.

La signora, che fino a quel momento mi aveva seguito con tranquillità, alla parola “amputazione” ha avuto un momento di sconforto versando anche qualche inevitabile lacrima; si è subito ripresa e scusata (non ce ne era bisogno perchè è comprensibile tale reazione emotiva in una persona che non sia un medico) e mi ha spiegato che Clemente non avrebbe mai accettato l’amputazione e si sarebbe lasciato morire.

Le ho spiegato allora che, io in primis, mi sarei augurato di poter ridurre la frattura e non dover amputare l’arto, ma che sfortunatamente avrei potuto accertarlo solo durante la chirurgia; le ho spiegato (anche attraverso un video riprodotto sul PC della clinica) che un gatto tollera molto bene  un’amputazione e che dopo pochi giorni riprende a camminare senza alcun problema e a fare la vita di sempre (anche se dalla sua espressione non credo di averla convinta appieno).

Con i colleghi abbiamo iniziato ad operare il gatto e a cercare di raggiungere il focolaio di frattura per valutare il da farsi; visto che era passata più di 1 settimana dal trauma, abbiamo trovato parecchia fibrosi e reazione dei tessuti, ma una volta “scheletrizzati” i monconi principali abbiamo evidenziato una linea di frattura sul collo femorale con mancata articolazione con la testa del femore. Sfortunatamente per Clemente e per i suoi proprietari non abbiamo avuto altra scelta che amputare l’arto.

La chirurgia è andata bene e la sera abbiamo dimesso Clemente ben sveglio con la terapia da effettuare nei giorni seguenti e le indicazioni da seguire da parte dei proprietari nel post-operatorio.
L’appuntamento con il gatto è stato fissato dopo 5 giorni per il 1° controllo durante il quale valutare la guarigione della ferita e i progressi di Clemente nell’andatura.

Dopo 5 giorni il gatto e la proprietaria sono tornati al controllo e per fortuna già dal sorriso della signora ho intuito che la degenza stesse andando bene e che tutte le preoccupazioni fossero cadute: sia parlando con la signora, sia visitando il gatto ho potuto apprezzare la buona guarigione della ferita e la sua capacità nella deambulazione, nel salto e nel relazionarsi con le persone.

La visita è proseguita con una lunga chiacchierata legata al fatto che sarebbe stato meglio non permettere più a Clemente di andarsene in giro per preservarlo da ulteriori possibili incidenti, da lotte con gli altri gatti o dai cani e che gli avrebbe giovato molto anche una dieta per evitare un accumulo di peso nocivo alla sua situazione.
Ulteriore controllo è stato fissato dopo 7 giorni per la rimozione dei punti e per valutare eventuali problemi.

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