Ormai i cambiamenti climatici stanno sconvolgendo il normale habitat di molte specie animali (uomo compreso), e tante nuove specie stanno iniziando a popolare zone del pianeta dove fino a pochi decenni fa non sarebbero potute vivere. Tra i principali responsabili di tali cambiamenti c’è naturalmente l’essere umano che, fregandosene tranquillamente delle conseguenze, continua ad inquinare in maniera indiscriminata i mari, la terra e l’aria.
La notizia di ieri del ritrovamento nelle acque del Po di un Piranha pygocentrus non fa quindi più scalpore.
A dire il vero in questo caso penso possa trattarsi di qualche scellerato “amante” di tali animali tropicali che, dopo averne acquistato qualcuno in maniera illegale, si è reso conto della difficoltà nella loro gestione e se ne sia sbarazzato tranquillamente senza pensare alla loro salute o ai danni all’ecosistema che questi pesci possono causare.
In ogni caso la possibilità che un animale abituato alla temperatura delle acque del Rio delle Amazzoni possa vivere anche nel Po è legato proprio alle mutazioni ambientali in atto nel nostro Pianeta.
C’è da immaginarsi la faccia dell’ignaro pescatore che, andato a pesca di carpe, si è ritrovato con uno dei piranha più pericolosi ed aggressivi che esistono; infatti il Piranha rosso è abituato a cacciare in banchi ed è in grado in pochi minuti di assalire e divorare anche mammiferi di grossa taglia.