18
Set

Leggiamo solo oggi di uno sconcertante avvenimento del 1 Settembre a Torino, dove un adolescente di 15 anni ha torturato ed ucciso un gatto, facendo poi scatenare una rissa tra i suoi familiari e gli arrabbiati proprietari della vittima.

A quanto sembra, le due persone che possedevano il gatto sono andate alla casa del ragazzino per chiedere spiegazioni sul folle (ed inutile) gesto compiuto; invece di ascoltare qualche scusa strappalacrime o melodrammatiche richieste di perdono, la famiglia dell’accusato si è schierata con lui, giustificandone l’operato ritenendolo “piccolo” (a 15 anni? mah…), e finendo per aggredire le due persone.

Sembra anche che sia volata una coltellata ed alla fine il ragazzo è stato denunciato per aggressione, grazie al pronto intervento della polizia che ha evitato il peggio.

E’ incredibile come, invece delle attese e sacrosante scuse, si sia assistito ad una reazione ancora più fuori luogo. E’ grave poi pensare che gli stessi genitori del ragazzo ne abbiano preso le parti, dimostrando con la reazione scomposta la mancanza di buon senso e la mancanza di educazione impartita al loro “piccolo”.
Ma non c’è neanche troppo da stupirsi che, ricevendo un certo tipo di “educazione”, si finisca con il crescere in questo modo, senza rispetto per gli altri esseri viventi, umani o animali che siano.

Commenta il post