Continuiamo con il racconto della ritenzione urinaria sofferta dal gatto Pippo, mio paziente.

Dopo averne accertato la patologia ho sedato il micio per poterlo cateterizzare e liberarlo di tutta quella urina che “conservava” in vescica.

La cateterizzazione è stata più difficoltosa del solito a causa della cronicità della patologia (erano infatti quasi 4 giorni che avevano notato difficoltà nella minzione) ma alla fine sono riuscito nel lavoro e ho potuto eseguire i lavaggi vescicali per favorire la rimozione dei coaguli di fibrina dovuti all’infiammazione e fissare il catetere urinario che Pippo avrebbe tenuto per le prossime 48 ore (il tempo necessario per essere sicuri che l’infiammazione uretrale e la diluizione urinaria si normalizzino).

Oltre a questo ho prelevato le urine e il sangue per inviarli al laboratorio e ho iniziato una fluidoterapia endovenosa per ridurre lo stato di endotossicosi di Pippo ed una terapia antibiotica e antiinfiammatoria (per ridurre l’infiammazione vescicale).

Dagli esami del sangue è risultato un aumento dei parametri renali (azotemia e creatininemia) e del potassio a causa del problema urinario di cui aveva sofferto e che aveva già interessato la funzionalità renale, mentre l’esame delle urine ha evidenziato una forte infiammazione con proteinuria, presenza di eritrociti e cristalli di struvite (la forma di colcolosi più frequente nei gatti) e un’alterazione del pH tendente all’alcalinità, mentre l’urinocoltura con antibiogramma è risultato negativo.

In seguito alle analisi ho dovuto aggiungere alla terapia già in atto un protettore delle vie urinarie e cambiare il cibo di Pippo: infatti in questi casi si devono acidificare le urine in modo da sfavorire la formazione dei calcoli di struvite e cercare di disciogliere quelli già presenti in modo da scongiurare che si possa verificare nuovamente l’ostruzione uretrale.

Quindi dopo i due giorni di degenza e di terapie endovena, Pippo è stato dimesso (naturalmente dopo aver rimosso il catetere e aver controllato la sua capacità di urinare senza particolari problemi) con la terapia da continuare a casa, fissando un primo controllo clinico dopo 3 giorni e un nuovo esame delle urine dopo 15 giorni dall’inizio della terapia, per valutare i progressi e decidere la durata della terapia stessa.

2 commenti per “Ostruzione uretrale in un gatto - 2”

  1. carmen2 ha scritto:

    anche il mio birillo di 3 anni l’hanno scorso ha sofferto della stesso problema poi con un alimentazione fatta di umido e crocchette per calcoli di struvite nn ha avuto piu nessun problema da allora ….. ora mangia normalmente le scatoline tipo kit kat anche se qlc volta le alterno a quelle dei calcoli …. il problema si puo ripresentare oppure e guarito del tutto ??

  2. Dott. Daniele Barberini ha scritto:

    Cara Carmen,
    il problema potrà ripresentarsi anche in futuro perchè se il gatto è predisposto alla formazione dei calcoli, solo intervenendo sul cibo dopo un controllo delle urine, si potrà cercare di ridurre le recidive. Le consiglio quindi di far controlli delle urine periodicamente a seconda delle indicazioni del collega curante e di prendere in considerazione l’idea di farlo operare: così facendo eviterà in futuro il rischio che si ostruisca di nuovo.

Commenta il post