Qualche giorno fa mi hanno portato un bel gattone di oltre 6 kg, rosso e di nome Pippo, a causa di un grave problema: non riusciva a fare pipì. La signora mi ha detto ancora prima che iniziassi a visitare il povero micio che non era la prima volta che accadeva, ma lo diceva che noncuranza, come se fosse un evento normale. Ho cercato di non “sgridare” la signora ma di pensare prima al gatto, convinto che avrei potuto spiegare dopo la gravità della situazione.

Ho quindi iniziato a visitare il gatto e alla palpazione addominale ho notato le notevoli dimensioni della sua vescica: oltre 10 cm di diametro, mentre normalmente un gatto non ostruito ha una vescica di 1-2 cm di diametro. Nel fare tale manualità il gatto si è arrabbiato moltissimo a causa del forte dolore dato da questa ritenzione urinaria e, sebbene fosse normalmente molto docile , ha cercato di mordermi e graffiarmi incessantemente.

Oltre a questa palpazione addominale ho eseguito una lastra all’addome per evidenziare le reali dimensioni della vescica e per far capire alla signora la situazione. Naturalmente con la lastra è stata evidenziata la vescica piena in modo abnorme che ha causato anche uno spostamento dei vari organi addominali.

A questo punto ho spiegato alla signora la gravità della situazione e la necessità di cateterizzare immediatamente il gatto, per permettergli di urinare e per evitare che tutte le sostanze di rifiuto normalmente presenti nelle urine fossero invece riassorbite e continuassero ad alimentare lo stato di endotossicosi in cui si trovava Pippo. La signora ha acconsentito a tali interventi e mi ha lasciato il gatto in modo che potesse essere curato adeguatamente. Segue.

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