Continuiamo con il racconto della ritenzione urinaria sofferta dal gatto Pippo, mio paziente.

Dopo averne accertato la patologia ho sedato il micio per poterlo cateterizzare e liberarlo di tutta quella urina che “conservava” in vescica. leggi tutto…

Qualche giorno fa mi hanno portato un bel gattone di oltre 6 kg, rosso e di nome Pippo, a causa di un grave problema: non riusciva a fare pipì. La signora mi ha detto ancora prima che iniziassi a visitare il povero micio che non era la prima volta che accadeva, ma lo diceva che noncuranza, come se fosse un evento normale. Ho cercato di non “sgridare” la signora ma di pensare prima al gatto, convinto che avrei potuto spiegare dopo la gravità della situazione. leggi tutto…

Risale a circa 6 anni fa una richiesta che mi fu fatta da una cliente stanca di trovare davanti alla porta di casa il “ricordino” di qualche cane.

La signora era avvelenata con il proprietario di quell’animale, non con il cane, e mi chiedeva se era possibile risalire al responsabile (per poterlo denunciare) tramite la ricerca del DNA dell’animale dall’analisi delle sue feci. leggi tutto…

Una volta scoperto ed individuato il problema alle ghiandole perianali di Kenia, abbiamo eseguito un lavaggio della ghiandola interessata con una soluzione disinfettante e somministrato degli antinfiammatori per ridurre lo stato di infiammazione causa di forte dolore e degli antibiotici per cercare di bloccare l’infezione; avrei anche voluto cercare di svuotare la ghiandola del suo contenuto ma vista la forte infiammazione ho preferito aspettare che prima si sfiammasse (di solito sono necessari un paio di giorni) in modo da evitare di far impazzire Kenia dal dolore rischiando di rendere poi impossibile alla proprietaria le medicazioni successive. leggi tutto…

Qualche giorno fa mi hanno portato in visita una cagnolona di 11 anni di nome Kenia, di razza pastore maremmano-abruzzese. Il motivo della visita era legato ad un fastidio che il cane lamentava nella regione anale, con la coda portata bassa, dolorabilità alla palpazione e un cattivo odore che proveniva dalla regione intorno all’ano; inoltre negli ultimi due giorni la proprietaria riportava che le sembrava ci fosse anche uno scolo giallognolo maleodorante ma che la cagna si tolettava molto la zona e che quindi non ne era sicura.

Il problema era presente ormai da quasi 1 settimana ma per problemi logistici della proprietaria solo ora mi aveva potuto far visitare il cane. leggi tutto…